Ristoranti italiani
Recensioni, fotografie, commenti sui ristoranti italiani

Ristoranti italiani

Le origini della cucina sarda

novembre 16th, 2010

La tradizione culinaria isolana non è di mare, come erroneamente si pensa. Porta infatti i segni delle dominazioni che si sono succedute ma conserva intatta la sua originalità. Affonda le radici nell'epoca nuragica, ma propone ricette che vanno ancora più indietro nel tempo e ci riportano addirittura al paleolitico.

La cucina marinara ha invece origini più recenti. L'hanno portata i pisani, i genovesi e i catalani. Col tempo i sardi hanno imparato a cucinare alici e spigole. Ma i sapori più antichi sono quelli della terra. Le scoperte archeologiche mettono sempre più in luce reperti legati alla cucina isolana. Dagli utensili per la lavorazione del formaggio alle arnie di sughero dove venivano servite le carni per conservarne intatto il sapore, presenti ancora in qualche realtà dell'entroterra. Cucina di terra dunque, con gli arrosti e i bolliti di carne all'uso dei pastori in primo piano. Ecco dunque il porcetto arrosto cotto all'aperto e servito su un vassoio di sughero ricoperto di frasche di mirto per insaporirlo. Interiora e coratelle in umido, agnello e capra bolliti o cotti nel camino.

La cucina campana tra battaglie e dominazioni

novembre 1st, 2010

La storia della cucina campana è stata condizionata dalle varie dominazioni straniere avvicendatesi nel corso dei secoli, che hanno lasciato significative tracce sulle abitudini alimentari.

I primi furono i Greci che colonizzarono le fertili coste dell'Italia Meridionale fondando la Magna Grecia; essi portarono la coltura dell'ulivo e della vite; quest'ultima si propagò tanto da giustificare l'antico nome della nostra regione "Enotria", da "oinòs", vino. Collegato ai riti di Demetra, divinità fondamentale della religione greco-romana, è l'uso del grano in chicchi interi ancora presente nella pastiera.

Successivamente gli Arabi fecero conoscere l'agrodolce e perfezionarono il culto per la neve da trasformare in coloranti e dissetanti "sharba" (sorbetti). Dal passaggio dei Normanni e degli Svevi si è appresa, poi, l'arte della caccia, le cui prede prelibate costituivano il piatto preferito dai potenti.