Ristoranti italiani
Recensioni, fotografie, commenti sui ristoranti italiani

Ristoranti italiani

Gli Etruschi in cucina

marzo 1st, 2010

I veri progenitori della cucina toscana sono senza dubbio gli Etruschi, che abitavano questa zona prima della conquista romana. Secondo quanto ci tramandano le fonti e da quanto ricaviamo dai reperti archeologici, gli Etruschi erano dediti al buon vino e alla buona cucina. Vasti erano i frutteti, ampie le coltivazioni di legumi e cereali.

Sulle tavole degli Etruschi non mancavano minestre e zuppe, più o meno ricercate e ricche secondo la classe sociale dei commensali. Non mancava nemmeno la carne, che proveniva dagli allevamenti e dalle battute di caccia. Nell'VIII secolo a.C. dalla Grecia arrivò il vino, che già dal secolo successivo fu prodotto abbondantemente in tutta l'Etruria: presso i Romani, infatti, gli abitanti di questa regione ebbero fama di grandi bevitori, anche e soprattutto le donne. Dal VII secolo a.C. si produceva olio d'oliva.

L'eredità degli Etruschi arriva sulle tavole toscane oggi sotto forma di zuppe e minestre, specialmente quelle di cereali e farro servite come tipico piatto invernale in tutti i ristoranti della Toscana.

Fra’ Gaudenzio e la cucina del Seicento

dicembre 12th, 2009

Il nome di Fra' Gaudenzio, nella storia della città di Arezzo, si confonde spesso con la leggenda. Quello che sappiamo di per certo sul monaco ci deriva da una manoscritto del Seicento ritrovato nella Biblioteca Comunale di Arezzo da Guido Gianni, gastronomo aretino ed esperto delle tradizioni culinarie della città. Così scopriamo che il gesuita, alla fine del Seicento, era cuoco nel collegio cittadino gestito dai Padri della Compagnia di Gesù e doveva occuparsi ogni giorno di sfamare frotte e frotte di ragazzi.

Nel suo manoscritto il padre trascrive alcune delle ricette dei piatti che soleva preparare nelle cucine della struttura assistenziale. Naturalmente queste pietanze non sono da considerarsi raffinate ma vanno inserite nell'ambito della cucina povera e ci danno una chiara indicazione su quanto veniva consumato all'epoca nelle case della gente semplice.

In particolare una ricetta colpisce la nostra attenzione, quella dell'acqua cotta, che gli aretini appresero dai maremmani durante le transumanze dei pastori. Fra' Gaudenzio però rielaborò la ricetta e ci aggiunse i funghi, adattando quindi il piatto ai gusti locali, come sempre avviene.

Trattoria La Chiocciola a Pienza

settembre 18th, 2006

Week end a due in Val d’Orcia … incantevole giardino della Toscana …. arrivati a Pienza alle 13,30 di un venerdì ci si è posto il problema di dove pranzare.

Trattoria la Chiocciola - Pienza (SI)Ovviamente la paura era di prendere la classica solenne “fregatura” di chi entra in un locale a caso e spende due stipendi per mangiare spaghetti al pomodoro che sanno di “mensa aziendale” ed una bistecca degna dei molari di un tirannosauro …. ci siamo fatti coraggio e siamo entrati alla Trattoria La Chiocciola, appena fuori le mura della cittadina: posto incantevole, molto curato e particolare, tavolini all’aperto, tanti fiori ed abbastanza affollato.

Il menù ci ha subito invogliati ad ordinare qualcosa di tipico, allora dopo aver chiesto consiglio al cameriere abbiamo optato per Pici al ragù di cinghiale, tagliata al tartufo con verdure miste grigliate ….. tutto favoloso!

Anche il conto è stata una bella sorpresa … è pur vero in due che abbiamo fatto un pasto (un solo primo, un solo secondo con contorno, due mezze minerali e due caffè), ma abbiamo speso 33,00 € in tutto …. a Milano ci mangi una pizza ed un dolce …da solo però!!!

Beh, se passate di là, fateci un giro: Trattoria La Chiocciola, in via Mancattelli 4; a ridosso c’è un parcheggio, a pagamento (1,50 € per la prima ora) ed il centro storico è proprio a due passi.

La Trattoria del Grillo

agosto 30th, 2006

Se vi trovate in visita a Pitigliano vi consiglio di mangiare alla Trattoria del Grillo. Ma prima di parlare di cibo è necessaria una piccola premessa sulla cittadina in provincia di Grosseto. Pitigliano è un delizioso borgo medievale costruito sull’area del tufo e ricco di indimenticabili vicoletti. Andateci!

Tornando ai nostri palati … la Trattoria del Grillo si trova nel centro storico del borgo, di fronte all’acquedotto mediceo, precisamente in via Cavour 18. Ci è stato consigliato dal proprietario di un negozio di prodotti tipici locali, dicendo che si trattava della trattoria più vecchia della città e fedele ai piatti maremmani; specificando però di non poter dare alcuna garanzia sui prezzi. Non ricordo se i costi fossero esposti all’entrata, ma considerando l’orario, erano le 14:00 e il terrore di non trovare più posto per mangiare, ci siamo letteralmente catapultati all’interno. Siamo stati davvero fortunati, perché si era appena liberato un tavolo doppio e due minuti dopo c’era già fuori gente che aspettava! Il locale è molto piccolo, molto intimo e ben arredato, rustico, ma raffinato.Funghi porcini

Ho notato che il cameriere stava servendo un primo al tavolo di fronte al nostro e, rimanendo abbagliata dall’aspetto e dal profumo di quel capolavoro, ho drizzato le orecchie e dopo aver sentito “Tagliatelle alla Boscaiola!”, non è stato difficile scegliere il primo! Dato che le tagliatelle erano finite ci è stato gentilmente chiesto se avessimo gradito la stessa portata ma con i pici: ottimi spaghettoni lisci, tipici maremmani. Figuriamoci! Meglio ancora! L’importante era il condimento: tanto e saporito ragù accompagnato da porcini! Precedentemente avevamo optato per un antipasto a base di crostini toscani, e sinceramente non ci erano parsi nulla di particolare. Il secondo è stato meno eclatante ma comunque discreto: la nostra scelta è caduta su scaloppine ai funghi porcini e scaloppine al vino bianco di Pitigliano.

I camerieri sono stati davvero molto cordiali e ci ha fatto piacere ricevere anche quella familiare ed amichevole confidenza, che fa sentire benvenuti. La spesa è stata di 46,00 euro in totale, direi ragionevole per 1 antipasto, 2 primi, 2 secondi, 1 litro e mezzo di vino della casa, 2 caffé, 2 panne cotte e 2 amari. Le porzioni inoltre erano abbondanti.

Da segnalare, solo ai più pignoli, la non eccessiva scelta di piatti nel menù.