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	<title>Ristoranti italiani &#187; Toscana</title>
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	<description>Recensioni, fotografie, commenti sui ristoranti italiani</description>
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		<title>La cucina carrarese</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 23:09:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A Carrara possono essere gustate varie specialit&#224; gastronomiche: la torta &#34;d&#39;erbi&#34; (a base di erbe selvatiche, porri e ceci), la polenta di castagne con ricotta, lo stoccafisso in umido ed il baccal&#224; marinato e fra i dolci la torta di riso. Infine fra i vini segnaliamo il Candia dei Colli Apuani, il Vermentino Bianco ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><script type="text/javascript"><!--
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</script></p><p>A <a href="http://www.zerodelta.net/massa_carrara.php">Carrara </a>possono essere gustate varie specialit&agrave; gastronomiche: la torta &quot;d&#39;erbi&quot; (a base di erbe selvatiche, porri e ceci), la polenta di castagne con ricotta, lo stoccafisso in umido ed il baccal&agrave; marinato e fra i dolci la torta di riso. Infine fra i vini segnaliamo il Candia dei Colli Apuani, il Vermentino Bianco ed il Vin Santo. <br />
	Una menzione a parte merita il famosissimo <strong>Lardo di Colonnata</strong>, lavorato come insegna l&#39;antica tradizione con aromi e sapori magistralmente miscelati e stagionato nelle &quot;conche&quot; di marmo per un minimo di sei mesi.</p>
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		<title>Cucina pratese</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 00:01:26 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[La cucina della zona di Prato rispecchia la propria collocazione geografica, divisa tra zona montagnosa, collinare e pianeggiante, in una gustosa variet&#224; di sapori equamente ripartita nelle numerose trattorie e ristoranti del territorio: dagli antipasti alle minestre, dai sughi ai ripieni per arrivare ai dolci. Tra le specialit&#224; tipiche troviamo i crostini dei fegatini di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La cucina della zona di Prato rispecchia la propria collocazione geografica, divisa tra zona montagnosa, collinare e pianeggiante, in una gustosa variet&agrave; di sapori equamente ripartita nelle numerose trattorie e <a href="http://www.zerodelta.net/prato-ristoranti.php">ristoranti del territorio</a>: dagli antipasti alle minestre, dai sughi ai ripieni per arrivare ai dolci. </p>
<p>Tra le <strong>specialit&agrave; tipiche</strong> troviamo i crostini dei fegatini di pollo, la minestra di pane, le pappardelle sul papero, lo stracotto di carne, i sedani ripieni alla pratese e le pesche dolci con crema. In aggiunta a queste possono essere ricordate le mortadelle di Prato, i Cantuccini (biscotti alla mandorla lodati addirittura dallo scrittore Herman Hesse), i fichi secchi di Carmignano, gli zuccherini di Vernio, i dolci di farina di castagne, il miele delle acacie collinari. Infine, il celebre pane di Prato di antica e rinomata tradizione. </p>
<p>Tra i vini si segnala il Pinot nero di Bagnolo delle colline pratesi, il brillante Carmignano, il Ruspo di color rosato, il Barco Reale e il Vinsanto invecchiato in centenari caratelli delle zone del Montalbano. Tutti ovviamente fregiantesi del marchio D.O.C.</p>
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		<title>Fra&#8217; Gaudenzio e la cucina del Seicento</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 22:58:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pieru</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nome di Fra&#39; Gaudenzio, nella storia della citt&#224; di Arezzo, si confonde spesso con la leggenda. Quello che sappiamo di per certo sul monaco ci deriva da una manoscritto del Seicento ritrovato nella Biblioteca Comunale di Arezzo da Guido Gianni, gastronomo aretino ed esperto delle tradizioni culinarie della citt&#224;. Cos&#236; scopriamo che il gesuita, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nome di Fra&#39; Gaudenzio, nella storia della citt&agrave; di <a href="http://www.zerodelta.net/arezzo.php">Arezzo</a>, si confonde spesso con la leggenda. Quello che sappiamo di per certo sul monaco ci deriva da una manoscritto del Seicento ritrovato nella Biblioteca Comunale di Arezzo da Guido Gianni, gastronomo aretino ed esperto delle tradizioni culinarie della citt&agrave;. Cos&igrave; scopriamo che il gesuita, alla fine del Seicento, era cuoco nel collegio cittadino gestito dai Padri della Compagnia di Ges&ugrave; e doveva occuparsi ogni giorno di sfamare frotte e frotte di ragazzi. Nel suo manoscritto il padre trascrive alcune delle ricette dei piatti che soleva preparare nelle cucine della struttura assistenziale. Naturalmente queste pietanze non sono da considerarsi raffinate ma vanno inserite nell&#39;ambito della cucina povera e ci danno una chiara indicazione su quanto veniva consumato all&#39;epoca nelle case della gente semplice. In particolare una ricetta colpisce la nostra attenzione, quella dell&#39;acqua cotta, che gli aretini appresero dai maremmani durante le transumanze dei pastori. Fra&#39; Gaudenzio per&ograve; rielabor&ograve; la ricetta e ci aggiunse i funghi, adattando quindi il piatto ai gusti locali, come sempre avviene.</p>
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		<title>Origini della locanda maggiore di Montecatini</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 23:59:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il complesso era composto da diversi corpi, pi&#249; o meno modificati nel corso dei decenni successivi. La vera Locanda Maggiore, o Vivanderia, era collocata all&#39;incrocio fra la Via Regia Lucchese ed il Viale dei Bagni, con l&#39;ingresso che si affacciava su quest&#39;ultima. Comprendeva dodici quartieri con scuderie, forno, cucine, cantine, sale da pranzo, soggiorno, caff&#232; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il complesso era composto da diversi corpi, pi&ugrave; o meno modificati nel corso dei decenni successivi. </p>
<p>La vera <a href="http://www.zerodelta.net/alberghi/grand-hotel-plaza-e-locanda-maggiore_montecatiniterme.php">Locanda Maggiore</a>, o Vivanderia, era collocata all&#39;incrocio fra la Via Regia Lucchese ed il Viale dei Bagni, con l&#39;ingresso che si affacciava su quest&#39;ultima. Comprendeva dodici quartieri con scuderie, forno, cucine, cantine, sale da pranzo, soggiorno, caff&egrave; con biliardo. </p>
<p>Alla Locanda Minore, o Caserma dei Poveri, si accedeva invece dalla Via Regia ed era fornita di cucina, refettori e dormitori, oltre alla casa del custode e all&#39;abitazione del medico chirurgo. Le due locande erano collegate da una bassa costruzione con una fontana pubblica. Al loro interno c&#39;era una corte lastricata da cui si saliva su una terrazza scoperta.</p>
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		<title>La cucina lucchese</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 23:23:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tra le specialit&#224; della cucina lucchese va segnalato l&#39;olio d&#39;oliva, coltivato fin dai tempi antichi nelle colline attorno alla citt&#224; e in generale in Garfagnana, il famoso dolce locale detto buccellato, vero simbolo di Lucca e noto anche all&#39;estero (a ciambella o filoncino con impasto d&#39;uvetta ed anici, dalla secolare ricetta segreta risalente a tempi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra le specialit&agrave; della <a href="http://www.zerodelta.net/lucca-ristoranti.php">cucina lucchese</a> va segnalato l&#39;olio d&#39;oliva, coltivato fin dai tempi antichi nelle colline attorno alla citt&agrave; e in generale in Garfagnana, il famoso dolce locale detto buccellato, vero simbolo di Lucca e noto anche all&#39;estero (a ciambella o filoncino con impasto d&#39;uvetta ed anici, dalla secolare ricetta segreta risalente a tempi antichi, anche se &quot;ufficializzata&quot; nel 1800), il farro, cereale simile al grano conosciuto dagli antichi romani (e ottenibile grazie ad un particolare processo di brillatura in mulini di pietra) ed oggi riportato a nuova fama come piatto molto richiesto e ottima base di minestre e zuppe, il China Massagli, liquore particolare ottenuto per macerazione di corteccia Ginebonis Officinalis con aggiunta di droghe ed erbe aromatiche (la ricetta risale al 1855 per opera del farmacista Pasquale Massagli, che la prescriveva per curare febbri e malaria), la farina di castagne e i pregiati funghi della Garfagnana.</p>
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		<title>I primi piatti della cucina viareggina</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 22:47:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come in ogni paese costiero il piatto predominante di Viareggio &#232; a base di pesce. Si possono gustare, tra i tanti, il risotto alle seppie e bietole, basato su una ricetta tradizionale che rimanda sicuramente a certi accostamenti degni della &#34;nouvelle cousine&#34;, e il cacciucco, una zuppa di pesce cotta nei caldari di ghisa e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come in ogni paese costiero il piatto predominante di Viareggio &egrave; a base di pesce. Si possono gustare, tra i tanti, il risotto alle seppie e bietole, basato su una ricetta tradizionale che rimanda sicuramente a certi accostamenti degni della &quot;nouvelle cousine&quot;, e il cacciucco, una zuppa di pesce cotta nei caldari di ghisa e molto profumata, dalla ricetta specifica a seconda dei luoghi e molto pi&ugrave; piccante della variante livornese. Altri primi piatti tipici sono la zuppa di cozze, la zuppa di arselle (chiamate a Viareggio &quot;nicchi&quot;), gli scampi con fagioli e pomodoro e gli spaghetti alle vongole.</p>
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		<title>Gli Etruschi in cucina</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 23:14:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pieru</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[I veri progenitori della cucina toscana sono senza dubbio gli Etruschi, che abitavano questa zona prima della conquista romana. Secondo quanto ci tramandano le fonti e da quanto ricaviamo dai reperti archeologici, gli Etruschi erano dediti al buon vino e alla buona cucina. Vasti erano i frutteti, ampie le coltivazioni di legumi e cereali. Sulle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I veri progenitori della cucina toscana sono senza dubbio <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Civilt%C3%A0_etrusca"><strong>gli Etruschi</strong></a>, che abitavano questa zona prima della conquista romana. Secondo quanto ci tramandano le fonti e da quanto ricaviamo dai reperti archeologici, gli Etruschi erano dediti al buon vino e alla buona cucina. Vasti erano i frutteti, ampie le coltivazioni di legumi e cereali. </p>
<p>Sulle tavole degli Etruschi non mancavano <strong>minestre e zuppe</strong>, pi&ugrave; o meno ricercate e ricche secondo la classe sociale dei commensali. Non mancava nemmeno la carne, che proveniva dagli allevamenti e dalle battute di caccia. Nell&#39;VIII secolo a.C. dalla Grecia arriv&ograve; il vino, che gi&agrave; dal secolo successivo fu prodotto abbondantemente in tutta l&#39;Etruria: presso i Romani, infatti, gli abitanti di questa regione ebbero fama di grandi bevitori, anche e soprattutto le donne. Dal VII secolo a.C. si produceva olio d&#39;oliva. </p>
<p>L&#39;eredit&agrave; degli Etruschi arriva sulle tavole toscane oggi sotto forma di zuppe e minestre, specialmente quelle di cereali e farro servite come tipico piatto invernale in tutti i <a href="http://www.zerodelta.net/toscana-ristoranti.php">ristoranti della Toscana</a>.</p>
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		<title>Fra&#8217; Gaudenzio e la cucina del Seicento</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 13:11:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pieru</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nome di Fra&#39; Gaudenzio, nella storia della citt&#224; di Arezzo, si confonde spesso con la leggenda. Quello che sappiamo di per certo sul monaco ci deriva da una manoscritto del Seicento ritrovato nella Biblioteca Comunale di Arezzo da Guido Gianni, gastronomo aretino ed esperto delle tradizioni culinarie della citt&#224;. Cos&#236; scopriamo che il gesuita, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nome di Fra&#39; Gaudenzio, nella storia della citt&agrave; di <a href="http://www.zerodelta.net/arezzo.php">Arezzo</a>, si confonde spesso con la leggenda. Quello che sappiamo di per certo sul monaco ci deriva da una manoscritto del Seicento ritrovato nella Biblioteca Comunale di Arezzo da Guido Gianni, gastronomo aretino ed esperto delle tradizioni culinarie della citt&agrave;. Cos&igrave; scopriamo che il gesuita, alla fine del Seicento, era cuoco nel collegio cittadino gestito dai Padri della Compagnia di Ges&ugrave; e doveva occuparsi ogni giorno di sfamare frotte e frotte di ragazzi. </p>
<p>Nel suo manoscritto il padre trascrive alcune delle ricette dei piatti che soleva preparare nelle cucine della struttura assistenziale. Naturalmente queste pietanze non sono da considerarsi raffinate ma vanno inserite nell&#39;ambito della cucina povera e ci danno una chiara indicazione su quanto veniva consumato all&#39;epoca nelle case della gente semplice. </p>
<p>In particolare una ricetta colpisce la nostra attenzione, quella dell&#39;<strong>acqua cotta</strong>, che gli aretini appresero dai maremmani durante le transumanze dei pastori. Fra&#39; Gaudenzio per&ograve; rielabor&ograve; la ricetta e ci aggiunse i funghi, adattando quindi il piatto ai gusti locali, come sempre avviene.</p>
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		<title>Trattoria La Chiocciola a Pienza</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Sep 2006 11:05:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[Week end a due in Val d&#8217;Orcia &#8230; incantevole giardino della Toscana &#8230;. arrivati a Pienza alle 13,30 di un venerdì ci si è posto il problema di dove pranzare. Ovviamente la paura era di prendere la classica solenne &#8220;fregatura&#8221; di chi entra in un locale a caso e spende due stipendi per mangiare spaghetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Week end a due in Val d&#8217;Orcia &#8230; incantevole giardino della Toscana &#8230;. arrivati a Pienza alle 13,30 di un venerdì ci si è posto il problema di dove pranzare.</p>
<p><img align="left" id="image34" alt="Trattoria la Chiocciola - Pienza (SI)" src="http://www.ciponci.biz/wp-content/uploads/2006/09/pienza_19.miniatura.jpg" />Ovviamente la paura era di prendere la classica solenne &#8220;fregatura&#8221; di chi entra in un locale a caso e spende due stipendi per mangiare spaghetti al pomodoro che sanno di &#8220;mensa aziendale&#8221; ed una bistecca degna dei molari di un tirannosauro &#8230;. ci siamo fatti coraggio e siamo entrati alla <a title="La Chiocciola - Pienza, Siena" href="http://www.zerodelta.net/it/ristoranti.php?id_cat=6&#038;id_are=33&#038;id_voc=127&#038;id_sog=26503">Trattoria La Chiocciola</a>, appena fuori le mura della cittadina: posto incantevole, molto curato e particolare, tavolini all&#8217;aperto, tanti fiori ed abbastanza affollato.</p>
<p>Il menù ci ha subito invogliati ad ordinare qualcosa di tipico, allora dopo aver chiesto consiglio al cameriere abbiamo optato per Pici al ragù di cinghiale, tagliata al tartufo con verdure miste grigliate &#8230;.. tutto favoloso!</p>
<p>Anche il conto è stata una bella sorpresa &#8230; è pur vero in due che abbiamo fatto un pasto (un solo primo, un solo secondo con contorno, due mezze minerali e due caffè), ma abbiamo speso 33,00 € in tutto &#8230;. a Milano ci mangi una pizza ed un dolce &#8230;da solo però!!!</p>
<p>Beh, se passate di là, fateci un giro: <a title="Trattoria La Chiocciola - Pienza" href="http://www.trattorialachiocciola.it">Trattoria La Chiocciola</a>, in via Mancattelli 4; a ridosso c&#8217;è un parcheggio, a pagamento (1,50 € per la prima ora) ed il centro storico è proprio a due passi.</p>
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		<title>La Trattoria del Grillo</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Aug 2006 05:39:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[Se vi trovate in visita a Pitigliano vi consiglio di mangiare alla Trattoria del Grillo. Ma prima di parlare di cibo è necessaria una piccola premessa sulla cittadina in provincia di Grosseto. Pitigliano è un delizioso borgo medievale costruito sull&#8217;area del tufo e ricco di indimenticabili vicoletti. Andateci! Tornando ai nostri palati &#8230; la Trattoria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm">Se vi trovate in visita a Pitigliano vi consiglio di mangiare alla <a href="http://www.zerodelta.net/it/ristoranti.php?id_cat=6&#038;id_are=33&#038;id_voc=23&#038;id_sog=26465&#038;comune=UGl0aWdsaWFubw==">Trattoria del Grillo</a>. Ma prima di parlare di cibo è necessaria una piccola premessa sulla cittadina in provincia di <a href="http://www.zerodelta.net/it/grosseto.php">Grosseto</a>. Pitigliano è un delizioso borgo medievale costruito sull&#8217;area del tufo e ricco di indimenticabili vicoletti. Andateci!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Tornando ai nostri palati &#8230; la Trattoria del Grillo si trova nel centro storico del borgo, di fronte all&#8217;acquedotto mediceo, precisamente in via Cavour 18. Ci è stato consigliato dal proprietario di un negozio di prodotti tipici locali, dicendo che si trattava della trattoria più vecchia della città e fedele ai piatti maremmani; specificando però di non poter dare alcuna garanzia sui prezzi. Non ricordo se i costi fossero esposti all&#8217;entrata, ma considerando l&#8217;orario, erano le 14:00 e il terrore di non trovare più posto per mangiare, ci siamo letteralmente catapultati all&#8217;interno. Siamo stati davvero fortunati, perché si era appena liberato un tavolo doppio e due minuti dopo c&#8217;era già fuori gente che aspettava! Il locale è molto piccolo, molto intimo e ben arredato, rustico, ma raffinato.<img align="right" alt="Funghi porcini" id="image25" src="http://www.ciponci.biz/wp-content/uploads/2006/08/milano_host_0081.miniatura.jpg" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Ho notato che il cameriere stava servendo un primo al tavolo di fronte al nostro  e, rimanendo abbagliata dall&#8217;aspetto e dal profumo di quel capolavoro, ho drizzato le orecchie e dopo aver sentito “Tagliatelle alla Boscaiola!”, non è stato difficile scegliere il primo! Dato che le tagliatelle erano finite ci è stato gentilmente chiesto se avessimo gradito la stessa portata ma con i pici: ottimi spaghettoni lisci, tipici maremmani. Figuriamoci! Meglio ancora! L&#8217;importante era il condimento: tanto e saporito ragù accompagnato da porcini! Precedentemente avevamo optato per un antipasto a base di crostini toscani, e sinceramente non ci erano parsi nulla di particolare. Il secondo è stato meno eclatante ma comunque discreto: la nostra scelta è caduta su scaloppine ai funghi porcini e scaloppine al vino bianco di Pitigliano.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">I camerieri sono stati davvero molto cordiali e ci ha fatto piacere ricevere anche quella familiare ed amichevole confidenza, che fa sentire benvenuti. La spesa è stata di 46,00 euro in totale, direi ragionevole per 1 antipasto, 2 primi, 2 secondi, 1 litro e mezzo di vino della casa, 2 caffé, 2 panne cotte e 2 amari. Le porzioni inoltre erano abbondanti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Da segnalare, solo ai più pignoli, la non eccessiva scelta di piatti nel menù.</p>
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