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Ricette dell'Emilia Romagna

Nastrini con gli strigoli

28 Aprile, 2014 da pieru

tagliatelle-con-gli-stridoli-3-L-WkBxeUIngredienti: dose per 4 persone
nastrini g 250 – passata di pomodoro g 250 – prosciutto crudo, a dadini, g 80 – una piccola cipolla – un mazzetto di strigoli – olio extravergine – sale.

Soffriggere la cipolla tritata in un po’ d’olio e rosolarvi i dadini di prosciutto per pochi secondi,quindi aggiungere la passata di pomodoro e farla cuocere lentamente per 15-20 minuti. Per ultimo mettere le foglie sminuzzate degli strigoli ben lavati (solo alla fine perché altrimenti, se troppo cotti, perdono il loro caratteristico sapore amarognolo), un pizzico di sale e i nastrini cotti al dente; saltare la pasta nel sugo e servirla.
Commenti: gli strigoli sono quell’erbetta con le foglioline ovali allungate e leggermente carnose (il nome scientifico della pianta è “silene enflata”), che in Romagna si raccoglie sui sentieri della pineta oppure lungo i fossi. Li avevo conservati  appena sbollentati in freezer da circa un mese perché non è più stagione. Naturalmente la ricetta sarebbe venuta meglio con quelli freschi!

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I bagni e i ristoranti di Rimini nell’Ottocento

1 Settembre, 2010 da pieru

L’inaugurazione del primo Stabilimento Bagni a Rimini risale al 1843: in quel periodo però non esisteva ancora un adeguato servizio di ristorazione per chi si recava a trascorrere una giornata in spiaggia, o meglio, i ristoranti c’erano ma forse non erano all’altezza di chi era solito recarsi ai bagni con cuochi e servitori al seguito.

A quei tempi le trattorie di Rimini offrivano solitamente menù abbondanti, piatti succulenti e saporiti, ma gli ambienti si presentavano semplici e talvolta non troppo più puliti; gli annunci pubblicitari decantavano ‘ottima cucina’ a ‘prezzi modici’, ma nessun accenno alla qualità dei vini o al servizio. Per questo i ricchi proprietari dei ‘villini’, frequentatori dei bagni, disdegnavano la pubblica ristorazione, preferendo farsi cucinare i soliti manicaretti dai fidati cuochi che si portavano da casa.

Comunque di ristoranti o caffè aggregati al primo Stabilimento Bagni non si hanno notizie fino a una trentina d’anni dopo la sua apertura. Il secondo stabilimento bagni, il Kursaal, riservava invece una grande sala a sinistra dell’atrio per un ‘grande esercizio ristorante’, funzionante già dal 1872. Il locale offriva una discreta varietà di piatti a prezzi ragionevolissimi: erano previsti ‘menù turistici’ ma anche piatti più raffinati, come il caviale, per i più esigenti.

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I tortellini

16 Agosto, 2010 da pieru

A partire dal XVI secolo i tortellini erano già una nota specialità bolognese. Ma qual è la vera ricetta? Il padre delle moderne ricette dei tortellini è il gastronomo romagnolo Pellegrino Artusi che ne aveva appreso la preparazione da un noto fabbricante bolognese di tortellini, il Brianti. La ricetta tipica, selezionata dalla delegazione bolognese dell’Accademia italiana della cucina e della ‘Dotta confraternita del tortellino’, è stata depositata il 7 dicembre del 1974, con atto notarile, presso la Camera di Commercio di Bologna.

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Lòm a Merz, i fuochi magici

23 Gennaio, 2008 da claudia

Lòm a MerzNon solo gastronomia, ristoranti e ricette, su Ciponci ampio spazio è dedicato anche alle tradizioni:


Dal 27 febbraio al 3 marzo 2008  in provincia di Ravenna, Forlì e Ferrara prende vita la 8° edizione dei
“Lòm a Merz”, i fuochi magici

La Romagna è una terra storicamente votata all’agricoltura. E l’agricoltura, come molte altre attività “all’aperto” era, ed è tutt’ora, soggetta alle avversità metereologiche. Così la tradizione contadina del passato voleva che per scongiurare la malasorte venissero fatti dei riti propiziatori, come i fuochi magici o, come si dice da queste parti, i “Lòm a Merz” (i lumi di marzo). L’accensione di falò propiziatori intendeva celebrare l’arrivo della primavera e invocare un’annata favorevole per il raccolto nei campi, ricacciando il freddo e il rigore dell’inverno. Il suo significato era quello di incoraggiare e salutare l’arrivo della bella stagione, bruciando i rami secchi e i resti delle potature. Per questa occasione, ci si radunava nelle aie, si intonavano canti e si danzava intorno ai fuochi (al fugarèn), mangiando, bevendo e soprattutto divertendosi.
La tradizione di fare “lòm a merz” si è protratta  in Romagna fino agli anni ‘30, perdendo poi definitivamente il suo carattere di festa dopo la guerra.

Riscoprendo e riproponendo questa antica ed affascinante tradizione, conviviale e magica al tempo stesso, in provincia di Ravenna, Forlì e Ferrara  dal 27 febbraio al 3 marzo 2008 prenderà vita l’8° edizione dei “Lòm a Merz”. Organizzato dall’Associazione “Il Lavoro dei Contadini” l’evento prenderà vita nelle aie delle case contadine dei Comuni di: Faenza, Brisighella, Riolo Terme, Casola Valsenio, Lugo, Russi, Bagnacavallo, Ravenna, Alfonsine, Fusignano (tutti in provincia di Ravenna) Modigliana (Forlì-Cesena) e Argenta (Ferrara).
Qui verranno accesi dei grandi falò attorno ai quali si svolgeranno iniziative ed incontri sulla tradizione e la cultura contadina romagnola, fra balli, spettacoli, mostre degli attrezzi della civiltà contadina e i mestieri “scomparsi”, mentre sarà possibile degustare vini e cibi della prelibata enogastronomia locale. Partecipano all’iniziativa, infatti: scrittori, cuochi, sommelier, artigiani, attori, musicisti, cantastorie, antropologi che intratterranno il pubblico.

Girando nelle campagne romagnole in questo periodo “a cavallo” fra febbraio e marzo, al calare del sole sarà quindi possibile scorgere in lontananza la luce calda dei grandi falò, con tanta gente raccolta attorno per rivivere la storia delle origini e per sognare qualche minuto.

Per informazioni: 335-7240536  illavorodeicontadini@libero.it

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