Il complesso era composto da diversi corpi, più o meno modificati nel corso dei decenni successivi.
La vera Locanda Maggiore, o Vivanderia, era collocata all’incrocio fra la Via Regia Lucchese ed il Viale dei Bagni, con l’ingresso che si affacciava su quest’ultima. Comprendeva dodici quartieri con scuderie, forno, cucine, cantine, sale da pranzo, soggiorno, caffè con biliardo.
Alla Locanda Minore, o Caserma dei Poveri, si accedeva invece dalla Via Regia ed era fornita di cucina, refettori e dormitori, oltre alla casa del custode e all’abitazione del medico chirurgo. Le due locande erano collegate da una bassa costruzione con una fontana pubblica. Al loro interno c’era una corte lastricata da cui si saliva su una terrazza scoperta.
Ovviamente la paura era di prendere la classica solenne “fregatura” di chi entra in un locale a caso e spende due stipendi per mangiare spaghetti al pomodoro che sanno di “mensa aziendale” ed una bistecca degna dei molari di un tirannosauro …. ci siamo fatti coraggio e siamo entrati alla 