La storia della cucina campana è stata condizionata dalle varie dominazioni straniere avvicendatesi nel corso dei secoli, che hanno lasciato significative tracce sulle abitudini alimentari.
I primi furono i Greci che colonizzarono le fertili coste dell’Italia Meridionale fondando la Magna Grecia; essi portarono la coltura dell’ulivo e della vite; quest’ultima si propagò tanto da giustificare l’antico nome della nostra regione “Enotria”, da “oinòs”, vino. Collegato ai riti di Demetra, divinità fondamentale della religione greco-romana, è l’uso del grano in chicchi interi ancora presente nella pastiera.
Successivamente gli Arabi fecero conoscere l’agrodolce e perfezionarono il culto per la neve da trasformare in coloranti e dissetanti “sharba” (sorbetti). Dal passaggio dei Normanni e degli Svevi si è appresa, poi, l’arte della caccia, le cui prede prelibate costituivano il piatto preferito dai potenti.



